Primario choc: rotto un femore a vecchietta per allenarmi

Norberto Confalonieri, direttore della divisione Ortopedia e Traumatologia all’ospedale Gaetano Pini di Milano, è stato arrestato con le accuse di corruzione e turbativa d’asta. Secondo i pm Giulia Perrotti, Maria Letizia Mannella ed Eugenio Fusco, Confalonieri, che si trova agli arresti domiciliari, fra il 2012 e il 2015 avrebbe “costantemente asservito la sua funzione agli interessi di società fornitrici di protesi ortopediche”. In cambio avrebbe ricevuto contratti di consulenza occulti e altre utilità materiali, estese anche ai suoi familiari. Altre cinque persone sono state colpite da misure interdittive.

“Quando la Procura di Milano ci comunicherà ufficialmente l’arresto di Norberto Confalonieri, per il medico scatterà la sospensione di diritto. Questo prevedono le regole”. A spiegarlo all’AdnKronos Salute è Roberto Carlo Rossi, il presidente dell’Ordine dei medici di Milano.

“L’Omceo – ricorda – non appena apprende notizie simili che riguardano un iscritto, la stragrande maggioranza delle volte scrive alla Procura per chiedere informazioni”. Ci deve infatti essere una comunicazione in via ufficiale da parte dell’autorità competente per attivare la ‘macchina’ dell’Ordine. Il numero uno dei camici meneghini preferisce dunque non entrare per ora nel merito del caso di Confalonieri, fino a quando le notizie circolate oggi non saranno confortate anche da atti e documenti ufficiali.

Ma “da uomo, prima che da presidente dell’Ordine”, Rossi esprime “sdegno per il contenuto delle intercettazioni che vengono riportate in queste ore. Se fosse vero tutto questo lascia esterrefatti, sarebbe una cosa esecrabile per un uomo e ancora di più per un medico. Come sempre si fa in questi casi, capiremo cosa è successo e aspettiamo di avere notizie dalla Procura. Poi ci muoveremo sulla base degli atti che i magistrati ci daranno. Si entrerà nel merito della vicenda quando sarà il momento, prima non ci si può esprimere, o precostituirei un giudizio”, tiene a precisare.

A colpire, però, è soprattutto il passaggio in cui Confalonieri, secondo le intercettazioni, parlerebbe di un femore rotto a un’anziana per allenarsi su un intervento.

“Appare al di là di ogni ragionevolezza e umanità e non c’è bisogno di essere presidente dell’Ordine dei medici per dirlo e per notare la gravità della cosa, se confermata”, osserva Rossi. “Aspetteremo di avere un quadro più chiaro prima di esprimerci. Ma quello che va detto è che la prima dote di un medico è essere uomo, avere non un minimo, ma un massimo di umanità. Qualsiasi cosa, quando si ha un camice addosso, deve essere fatta in funzione della persona da curare”, ammonisce.

Il paziente, conclude, “non è un’appendice, non è un oggetto su cui operare, un accessorio, una fonte di guadagno. E’ un’altra persona con cui ti devi rapportare o viene a cadere qualsiasi umanità in primis, e poi men che meno si può pensare di essere medici così”.

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