Molestata sul lavoro per anni e poi licenziata

L’uomo che ha molestato per anni la sua assistente

Licenziata per le troppe assenza dal posto di lavoro e per l’eccessivo numero di giorni di malattia richiesti. Peccato che la povera Paola Deligia, di Torino, non si recasse al lavoro per motivi più che plausibili. Infatti da quando era stata assunta come assistente del presidente dell’Asi, l’Automotoclub Storico italiano, Roberto Loi, aveva dovuto subire continue molestie sessuali: complimenti spinti, carezze, mano sulle gambe in un crescendo diventato col tempo insopportabilmente odioso. E’ lei stessa a raccontare la vicenda: “Per anni mi capitava di tornare a casa piangendo, di pessimo umore. Chiedevo di essere spostata ma il presidente Loi non me lo permetteva. Momenti di tensione continui. E non solo con me. All’Automotoclub erano in molti a saperlo. Per evitare imbarazzi non indossavo quasi mai una gonna, cercavo di evitare scollature. Avevo sempre un foulard sulla sedia”.

La donna, oggi 42 anni, si rivolse anche al Pronto Soccorso del Cto di Torino in preda ad attacchi di panico, ansia e depressione dovuti proprio a quanto accadeva continuamente sul posto di lavoro. Per questa sua condizione è stata anche ricoverata e qui inizia come si suol dire il danno oltre alla beffa. Infatti a causa della permanenza in ospedale l’ammontare dei suoi giorni di malattia ha sforato il limite consentito. Per questo motivo la signora Deligia è stata licenziata dall’Asl. Subito però è partita una segnalazione in Procura e il caso è finito in tribunale dove la ragione è tornata ad avere il sopravvento. Infatti il giudice ha dato ragione alla signora e ha obbligato il datore di lavoro al reintegro oltre al risarcimento di 35mila euro per i danni subiti.

La donna però commenta così la vicenda: “In questi ultimi tre anni sono stata screditata in tutti i modi nell’ambiente. Resta il fatto che sono ancora senza lavoro, che nella mia famiglia avevamo due redditi e ora ne abbiamo uno solo. E soprattutto che, nonostante le cure, gli attacchi di panico non sono ancora passati del tutto. Non credo sarà facile uscire da questa storia”.

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