Ha la gamba amputata, Inps chiede verifica per la pensione: 87enne costretto ad andare in ambulanza

I familiari avevano chiesto visita domicilio ma l’87enne costretto ad andare a sue spese a visita di controllo per la pensione di invalidità.

Con gravi problemi di salute ma soprattutto con una gamba amputata, aveva deciso di chiedere la pensione di invalidità sostenuto dai suoi due nipoti. Così, dopo la visita di rito, gli era arrivato il primo assegno mensile, ma a distanza di appena due mesi l’Inps lo ha chiamato per riesaminare il suo caso e decidere se avesse ancora diritto alla pensione.  Non solo, nonostante le richieste di visita a domicilio da parte dei familiari non è stato possibile far arrivare un ispettore medico a casa, così i parenti sono stati costretti a trasportarlo in ambulanza a loro spese.

È quanto capitato ad un ottantasettenne veneto di Dolo, nella città metropolitana di Venezia, Rino Casagrande Ferro. “Sono a letto da un anno e tre mesi, sono tanto arrabbiato e tanto stanco”, ha dichiarato al quotidiano locale La Nuova Venezia l’anziano che per problemi di circolazione è senza una gamba, quella destra,  e col il piede sinistro ormai compromesso. “Sono andato all’Inps di Mestre per chiedere una visita per lo zio a domicilio. Ma l’Inps ha respinto la visita domiciliare e ci ha detto di fare un’altra richiesta via fax” ha spiegato il nipote. Dopo la nuova richiesta la visita è stata fissata ma nessuno si è presentato così lo hanno dovuto portare loro in ospedale: “120 euro di ambulanza a nostre spese per sentir dire dalla commissione di sei medici che dovranno decidere se togliere la pensione o no”

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