[INCREDIBILE] Mostrò i genitali a una bimba di 10 anni. Assolto perché “era in mezzo a una strada”

Un uomo di 45 anni lo scorso luglio si spogliò completamente davanti a una bambina di 10 anni: accusato di atti osceni, è stato assolto perché non compì quei fatti nei pressi di scuole o asili, ma “solo” in mezzo a una strada.

Mostrò i genitali a una bimba di appena dieci anni, ma due giorni fa un uomo italiano di 45 anni è stato assolto con formula piena dal Tribunale di Reggio Emilia. A “salvarlo” da una condanna che appariva sicura è stato un cavillo tecnico scoperto dal suo abile avvocato difensore, Domenico Noris Bucchi, che è riusciti a dimostrare che la strada pubblica dove sono si verificò la vicenda non rientra tra i luoghi “sensibili” esentati dalla depenalizzazione del reato di atti osceni in luogo pubblico.

I fatti risalgono al luglio dello scorso anno: l’uomo, di Reggio Emilia, prima aveva seguito una bambina di dieci anni in sella alla sua bici a borde della sua automobile, quindi l’aveva superata fermandosi poco più avanti. Aveva interrotto la pedalata della bimba con la scusa di chiedere un’informazione, poi all’improvviso si era spogliato. Secondo l’accusa l’uomo “compiva atti osceni abbassandosi pantaloni e mutande ed esibendo alla minore i suoi organi genitali”. Il 45enne era stato subito identificato dai carabinieri.

Prima del processo, terminato due giorni fa in udienza preliminare con rito abbreviato, è necessario fare una premessa. Dal 2016 il reato di atti osceni in luogo pubblico è stato cambiato: la pena è stata aggravata se i fatti vengono commessi nelle vicinanze di luoghi frequentati abitualmente da minori (scuole, asili, oratori); il reato è stato però anche depenalizzato – e trasformato in illecito amministrativo – qualora venga commesso in un luogo non appositamente destinato ai minori, ad esempio una strada e una piazza). Ebbene, il legale difensore del 45enne ha dimostrato in aula che quella era una strada pubblica, vicina a un’azienda, e quindi all’uomo non poteva essere addebitato un reato penale, ma solo un illecito amministrativo. Per questo, nonostante il pm abbia proposto sei mesi di reclusione, il giudice Luca Ramponi ha assolto l’imputato.

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