IL CODICE CALTAGIRONE

Francesco Gaetano Caltagirone

LA LEGGE sul “whistleblowing”, nelle intenzioni del legislatore, ha l’obiettivo di tutelare i dipendenti che segnalano illeciti all’interno delle aziende. C’è un giornale che però ha offerto una lettura peculiare degli effetti della norma. Secondo il Messaggero – il quotidiano del supercostruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone –il testo si può riassumere così: “Whistleblowing, denunciare il collega si può: la legge divide”.

Insomma, l’obiettivo di chi ha scritto le norme non sarebbe scoprire gli illeciti ma fare la spia su chi lavora con te. Il whistleblowing, dunque, non promuove la legalità, ma la delazione. Non è la prima volta che il gruppo Caltagirone – che edita tra gli altri il Mattino, il Corriere Adriatico e il Quotidiano di Puglia – conduce battaglie di questo tipo.

I giornali del costruttore si erano scagliati anche contro il Codice Antimafia (definito il “codice della discordia”, che “calpesta le garanzie”). Va detto: non tutte le leggi dispiacciono a Caltagirone. Non si ricordano, ad esempio, editoriali sdegnati contro il ddl Falanga, quello che avrebbe dovuto regolare le demolizioni degli edifici abusivi (“un condono mascherato”, secondo lo stesso autore). Sul Mattino, per esempio, i comitati contro gli abbattimenti erano diventati improvvisamente protagonisti. La legge è su un binario morto: peccato, avrebbe bloccato le ruspe cattive.

da il Fatto Quotidiano del 17/11/2017

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